Fatti e misfatti

50 sfumature di o- là laaaaaà

Per quanto riguarda il mio lessico, “o- là là” sta per la versione educata di “ca….. è?”

Ti alzi la mattina, ringraziando di riuscire a stare dritta nonostante la schiena assomigli a un lombrico-involtino, ovvero un corpo molliccio ricoperto dal tipico tessuto detto pigiama.

Guardi fuori dalla finestra e con gioia del tutto sarcastica, ti becchi una piattellata di sole che aderisce perfettamente alla rotondità della faccia. Siete mai andati in giro con una frittata di sole incollata alla faccia? Credo di sì.

Saluti il mondo così, fra uno sbaglio e: il bagno da pulire, il cane da portare giù, la lavatrice da fare, il pranzo da preparare e tutto entro le 10 perché sai già che alle 10:30 verrai ricevuta dal grafico grande capo che lavora per Maserati e Mediaset.

Corri alla toilette, ti sistemi nel limite del sistemabile e poi ti guardi allo specchio con lo spazzolone del gabinetto in mano. E pensi… Pensi al tuo essere madre, moglie, casalinga, artista, scrittrice da 4 eurini e bla bla bla bla e ti accorgi di quanto bella sia la tua semplicità fatta di garbo e armonia.

O là laaaaaaaaaaaa…. Chi mi sovveniene in quel momento? Ma certo che mi sovviene!!! Il Conte di Shaftesbury, Anthony Ashley-Cooper e i suoi scritti relativi all’etica, alla moralità e alla filosofia datati 1730, o poco più. E poi penso a Thomas Hobbes suo antagonista per eccellenza, disfattista d’ogni armoniosa considerazione, e poi, poi sorrido anzi rido di gusto stringendo la mano al defunto Shaftesbury il quale soleva dire: “LA BENEVOLENZA È INDISPENSABILE PER LA MORALITÀ”.

Quindi, parto per il mio appuntamento riponendo lo spazzolone del gabinetto nel suo contenitore, saluto il cane e chiudo casa.

Sarò una casalinga, e forse (non ne è ho ancora certezza) limitata di comprendonio ma…………….sono felice di capire cosa mi interessa capire, felice di poter dire che Pavese non mi piace, felice di saper reggere confronti importanti nel mio lavoro, felice di non essere una leonessa da tastiera e una frustrata altrove, felice di saper stare con tutti poveri, ricchi, vecchi, giovani, malati, ignoranti e colti, gay, trans, lesbiche, blu, gialli e verdi, perché non c’è cosa più bella se non quella di saper apprendere da chiunque con umiltà, felice d’aver letto Hutcheson e Butler (del senso morale e della coscienza), felice di aver imparato dai grandi e non dai miseri che si credono chissà chi perché scrivono quattro frasi credendo d’essere degli Illuminati. Felice di non saper contare oltre il 10 senza l’ausilio di carta e penna perché mi pone nella condizione di essere semplicemente normale, già normale, comune, consueta, usuale persino scontata molte volte. Ma che bello!

E a te caro caro Marcello, rispondo così e non di nascosto perché non ne sono capace anche se a casa mia tutti mentivano spudoratamente. I poeti hanno anima, mi spiace ammetterlo perché non è un bel dire il mio oggi, ma tu hai soltanto parole e per giunta mal espresse. Passino le tue poesie ma tu non passi, perché nessun cuore desideroso di prosa sarà mai disposto a farsi sottrarre ciò che la BENEVOLENZA dona nel rispetto di tutti. Dire a tuoi ospiti che non sono in grado di comprendere e leggere è come dire a un povero “tu non mangi perché lo meriti”, non v’è differenza concettuale alcuna. Dunque oggi ti offro la mia vergogna perché tale è da intendersi di fronte allo scritto e alle risposte che hai seminato nel tuo triste angolino di poesia. Poesia…… santo cielo che caduta verso gli inferi professare un genere che non si è in grado di sostenere con benevolenza. Auspico che il tuo sommario buongusto sia se non altro in grado di omaggiare con un barlume di credibilità il signor Ashley Cooper. Essendo dotata di un garbo credimi che va oltre le misure standard confezionate da questa triste nonché ipocrita società, ti cedo la possibilità di affiancarti al pensiero di Hobbes, grazie alla quale se non altro la mia coscienza trova sollievo nel comprendere quelli come te.

Paola.

25 risposte a "50 sfumature di o- là laaaaaà"

      1. Sapete qual’è il vero problema sisters, che alcuni solo perché hanno studiato, sono laureati, e diciamo che hanno cultura, pensano di poter trattare tutti dall’alto in basso, a pesci in faccia, come se fosse una cosa normale. Vivono chiusi talmente nel loro mondo che nemmeno se ne accorgono di essere offensivi e discriminanti, o almeno, lo sanno benissimo ma per loro rientra nella normalità,
        Sono due modi di vivere, uno al livello del mare, senza discriminazione alcuna perché da tutti c’è da imparare (e non mi riferisco alla letteratura) e l’altro sulle nuvole osservando, a volte con disgusto, dall’alto.
        Sono scelte di vita, io come voi, amo stare con i piedi per terra 😉

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    1. Se credi puoi fargli visita diamogli un po’ di visibilità certa di strappargli un sorriso di finta vittoria. Giudicherai tu, io ho espresso sulla base di comportamenti perorati nel tempo che vanno ben oltre i suoi scritti di grande poeta. Marcello Comitini.

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  1. La cultura non si ostenta, è un bagaglio che ci portiamo dentro silenzioso, con un grande vuoto ancora da riempire e col rispetto verso ciò che crediamo già di conoscere bene ; non è motivo di vanto e ogni sua componente esibizionistica poco serve a far l’uomo saggio. Ciò che siamo si rivela tra le tracce che lasciamo in giro qua e là in silenzio, tutto il resto è fuffa e si commenta da sola come la tendenza a generalizzare categorie di persone ritenendole inferiori.

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