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Riflessione

Riflessione personale

Gli ultimi giorni, purtroppo, sono stati inficiati dalla polemica, di cui io per prima sono stata fautrice e questo mi dispiace molto perché è una cosa che mi da molto fastidio, ma quando mi trovo di fronte ad alcuni atteggiamenti non riesco a far finta di niente, non sarei io, non tollero certe prese di posizione e certe discriminazioni e se ci passassi sopra non sarei più io!

Detto questo vorrei finirla qui e fare solo una considerazione molto personale, partendo da mio padre: lui aveva solo la 3 elementare e da quanto diceva, regalata per disperazione…andava a scuola senza quaderni e senza nulla per poter scrivere perché i soldi non c’erano nemmeno per mangiare.

Ma lui sapeva MOLTE cose più di me anche se avevo conseguito un diploma di Ragioniere e perito commerciale e non mi sono mai voluta laureare anche se le possibilità le ho avute, solo per una scelta personale che non ho mai rimpianto.

Mio padre ha sempre letto molto e si dedicava fin da giovane, a fare la settimana enigmistica, ha fatto mille lavori diversi, da bambino come garzone da un fabbro, poi a nemmeno 16 anni si arruolò nella milizia, finita la guerra entrò in una compagnia teatrale, tra i suoi colleghi nella compagnia c’era anche Gian Maria Volontè.

Con la compagnia girava l’Italia nei vari teatri, portando le diverse opere e così arrivò a Forlì, dove conobbe mia madre e decise di fermarsi e lasciare la compagnia.

Qui iniziò a lavorare in una ditta che raccoglieva la carta e così, in mezzo alla carta gettata dalla gente, trovava e raccoglieva sia la settimana enigmistica che i francobolli di cui iniziò la collezione.

Mia madre, dopo sposata, decise di mettere su un’attività e iniziò a fare l’ambulante nei mercati, vendeva abbigliamento per bambini, ma farlo da sola era difficile e complicato, così mio padre decise di mettersi nell’attività con lei e questo continuarono a fare prima insieme, poi mio padre da solo, perché a 40 anni mia madre morì per leucemia.

Mio padre aveva una collezione di francobolli, preziosa e vasta, aveva collezioni di tutto il mondo e scambiava i francobolli con tutto il mondo, corrispondendo anche in francese e in inglese, cosa che aveva imparato da solo. Conosceva l’arte, la letteratura ma soprattutto conosceva la vita e i valori e la conoscenza che mi ha trasmesso nessuna laurea avrebbe mai potuto farlo!

Ora non voglio di certo dire che sono contraria alla laurea, ci mancherebbe, sono scelte di vita che uno fa, quello a cui sono contro è la superiorità e l’arroganza che spesso l’accompagnano come se la laurea ponesse le persone su un piedistallo al di sopra degli altri….beh lasciatemelo dire: Non è così!

L’unica cosa che può elevare le persone è L’ANIMA, null’altro!

Ho conosciuto senza tetto, prostitute e omosessuali con un cuore e un’anima di fronte alla quale ci si poteva solo inchinare e la cui generosità, pur avendo ben poco, faceva sentire davvero molto piccoli e indegni.

Per tutto questo, di fronte a qualsiasi denigrazione e classificazione generica fatta solo per categorie mi ribolle il sangue e non riesco a tacere.

Anche perché, pensiamoci, non c’è nulla di più assurdo, basta guardare la storia, quanti illustri personaggi sono diventati illustri pur essendo in origine un signor nessuno?

Jack London, Agatha Christie, Eugenio Montale, Dario Fo, Frank McCourt, Jack Kerouac, Ernest Hemingway, Maksim Gor’kij, Howard Phillips Lovecraft ,sono solo un esempio di uomini e donne che nella loro vita hanno combattuto per farsi strada, hanno fatto mille lavori e non hanno mai conseguito una laurea….eppure…

La conoscenza, il sapere e la cultura in generale non rappresentano niente se non vengono applicate alla vita, alla comprensione e se non sono fonte di “un’apertura mentale” come ha ben detto Liz nel suo articolo, diventano solo uno sterile accumulo di sapere.

silvia