Art house

Quando penso al mio sito, presto online…..🙏🤪

L’espressione è pressoché questa⬇️

immagine Tumblr

E il perché è semplice: non vedo l’ora!!!! Ok, spoilero qualcosina dai…..

La prima linea che ho proposto riguarda L’ANIMA perché era mio preciso intento far capire da subito che la Mistery Products®️ è composta e lavora con persone colme di Anima e Cuore. Avrei potuto fare un’uscita decisamente più incisiva ma no, non è da me. Piccoli passi e ben piantati questo è il mio modo di lavorare su progetti a lungo termine. Avessi dovuto fare una fiammata beh avrei capovolto il mondo ma siccome il progetto è mio, allora…….. si viaggia come piume.

A fronte di questa prima uscita (i feedback raccolti in gran segreto sono stati positivi) sto già progettando la seconda uscita che vedrà unirsi al concept iniziale (dunque l’Anima) una forte sensibilizzazione applicata della stessa su argomenti a me cari. Sapete bene che adoro chiacchierare ma non amo fare parole che poi non applico e dimostro con indubbia credibilità.

Manca poco, questione ancora di qualche giorno e poi finalmente il sogno Mistery sarà alla portata di tutti. Proporrò con regolare scadenza le mie novità, non darò tregua ai curiosi e ancor meno tempo a me stessa. Il bello di essere creativi, è proprio quello di saper catturare ogni fantasioso istante per poi tradurlo in atto concreto.

Non vedo l’ora.

In cuffia

Paola.

Momenti

Ma quanto è terapeutico leggere i pensieri degli altri?

Oggi ragionavo proprio su questa piccola riflessione che ha in sé un gran bel valore introspettivo. E sì, ammetto persino con un accenno di entusiasmo che leggere (e in questo caso si tratta di bloggers) post e/o articoli inerenti agli altrui pensieri, molte volte mi consola altre mi fa un gran bene.

Si tende spesso, e talvolta per una questione di natura caratteriale, a chiudersi quando qualcosa non va o quando semplicemente ci si sente sconnessi dal resto del mondo. Proprio in quei momenti leggere cose d’altrui proprietà a me per esempio pone in una condizione di quiete, poiché volenti o nolenti e in fondo in fondo, siamo tutti persone e tutte con un gran bagaglio di vita che ci accomuna tutti. Perché la vita la viviamo tutti con le annesse difficoltà e perché no, le sue gioie.

Oggi ho letto articoli interessanti (so sempre dove andare a parare quando ho necessità di leggere cose a me utili) e va detto che non sempre sono introspettivi o confidenziali ma… sono post carichi di passione e buone curiosità, dove si percepisce con quanto piacere e dedizione lo scrittore in questione abbia prodotto il suo piccolo capolavoro.

A questi bloggers tutti i miei grazie davvero di cuore. Mi è terapeutico.

Paola.

immagine Pinterest

Riflessione

E anche quest'anno??? Farò finta non sia vero😃

L’arrivo della primavera per me sarà il finto arrivo della primavera. Ok il perché è semplice da raccontare e lo racconto così una volta per tutte mi libero dal finto obbligo di omaggiarla a suon di cuori e fiori. E pace, posterò come sento.

A casa mia, fate conto che per girarla tutta io ci andavo in bicicletta (di nascosto perché credo che se mi avessero beccata sarei finita in riformatorio), con l’arrivo della primavera mia madre dava disposizione alla “servitù” (loro le chiamavano così le signore che collaboravano per il riordino della casa, io le chiamavo per nome mettendoci davanti il Signora. Quindi era: scusi signora Jolanda, scusi signorina Joanina, scusi signorina Momi…..) di cambiare tuuuuuuuutta la biancheria di casa. Dai copri divani, ai copri letto, passamaneria e tutto il resto si abbandonavano i colori scuri per sposare quelli chiari e floreali. Rosa, verdino, beige, tutto un tripudio di tinte pastello che sposavano il mobilio antico e che conferivano a casa mia un’eleganza da vomito. Ops, pardon, ho gusti diversissimi io.

Il problema era tirare giù i tendoni dei finestroni dei salotti e delle camere da letto. La signora doveva usare due scale, una per salirci su e una per appoggiare man mano i tendoni che pesavano tanto.

Dal buio alla luce in un batter d’occhio, mentre in camera mia restavano attaccate le doppie tende spesse e di cotone azzurro, con tanto di finestre sigillate “caso mai la bambina rischi di cadere di sotto”. E guardarmi al posto di chiudermi in un loculo? Poi mi si chiede perché adoro gli ambienti angusti.

Fatto sta che tutta quell’aria di vita che rimbalzava all’improvviso da parete a parete non combaciava mai con la depressione di mia madre. A cosa servivano tutti quei colori se poi l’intento era soltanto quello di farli vedere agli ospiti e non per un semplicissimo piacere personale? La sua depressione, molto grave, non credo le abbia mai concesso di vedere casa sua come sua, quanto ad un posto elegante e smorto da far vedere agli altri.

Di fronte allo scempio che assistevo, da un lato i colori e il risveglio della natura, dall’altro la sua non forza di vivere, ho dedotto che non sempre i colori e i risvegli stagionali siano sintomo di felicità. Dal canto mio, la mia camera seguitava ad essere sempre la stessa illuminata da degli apliques a muro con lampadine fioche a forma di finta fiammella e un abat jour sulla scrivania. Lì non c’era la primavera e non c’erano i colori preposti al gran riscatto stagionale. Era come se da me quel tempo frizzantino e di rinascita dovesse sempre cedere il posto al buio solenne, cosa che boh non ho mai capito né capirò mai ma che ho finito con l’amare.*

E così ho mantenuto nei miei secoli esistenziali questo rifiuto primaverile dettato da un insegnamento indotto piuttosto costoso. Scale, tendoni, e trin trin trin il campanellino per chiamare le signore, e chiudi finestre, e accendi fiammelle, e tira giù, e metti i fiori nei bagni, e togli le tovagliette e metti il mondo, togli il mondo. Uoh un attimo.

Deduco che i fatti sopra citati mi abbiano un tantino confusa quindi…

Anche quest’anno farò finta non sia vero e per una buona volta la smetterò di compiacere chiunque a suon di pappagalli e foreste amazzoniche, archi in cielo e gelsomini in fiore. Vivrò la mia primavera che di prima non ha più nulla se non un dopo che per quanto mi riguarda sarà chiuso dietro i tendoni di una finestra dalla quale non rischierò di cadere di sotto.

*(Sindrome di Stoccolma dicesi in parole povere, sequestro psicologico- Nils Bejerot)

Buona serata.

Paola

immagine Pinterest